Le celebrazioni del 2008

Jacopo Bonfadio, pellegrino senza meta

L’anno 2008  ha visto la ricorrenza del cinquecentenario della nascita di Jacopo Bonfadio. L’amministrazione comunale ha sottolineato questo anniversario mediante un percorso celebrativo e di studio che ha consentito di riconsegnare alla cultura ed alla propria cittadinanza il profilo umano ed artistico di un grande personaggio. Jacopo Bonfadio, dopo i natali a Gazzane presumibilmente nel 1508, attraversa la prima metà del suo secolo incrociando tutte le problematiche e le aspirazioni che muovono un’epoca ricchissima di vicende (la riforma e la controriforma), di grandi opere (è il tempo di Michelangelo e del Rinascimento maturo), di grandi sconvolgimenti (la calata dei lanzichenecchi e il saccheggio di Roma ma anche di Brescia). Autore considerato da Benedetto Croce uno dei più belli scrittori di lettere che avesse il Cinquecento, è per certi versi, nonostante alcune brevi o più ampie pubblicazioni abbiano tentato di sopperire a questa lacuna, ancora oggi quasi uno sconosciuto. Allo scopo di fornire agli storici a venire, punti certi di riferimento affinché  non siano costretti ogni volta a partire da capo, è stato impostato nell’Ottobre del 2008 un convegno di studi, con la conseguente pubblicazione degli atti, riaprendo così l’interesse intorno a Jacopo, ipotizzando se possibile nuove piste di approfondimento.

Sono stati inoltre impostati i primi rapporti tra istituzioni (Comuni, Archivi, Università) e le realtà che videro la sua presenza per lungo o breve tempo, principalmente con il comune di Genova, dove fu storico ufficiale e trovò la morte nel 1550, ma poi Colognola ai Colli, Napoli, Roma e Padova. E’ stata acquistata una copia delle opere pubblicate nel 1758 a cura di Giammaria Mazzucchelli e di altre copie degli studi a lui dedicati disponibili nella biblioteca comunale.
E’ stata inoltre realizzata una segnaletica permanente che rimarca, attraverso l’iscrizione dei dati principali e di parti salienti del vivo testo dell’illustre letterato, i luoghi sul territorio a lui legati. L’itinerario geografico letterario comprende dieci targhe, di cui otto collocate sul territorio comunale di Roè Volciano e due a Salò, ognuna delle quali reca un brano tratto dai suoi scritti. Jacopo, scrivendo ad amici e ad illustri interlocutori, parla talvolta di sé, dei suoi sogni, del suo carattere, delle sue delusioni, del suo stato d’animo, la scelta dei brani e della collocazione è stata fatta seguendo il criterio di delineare un profilo dell’uomo e del letterato, suggerendo una specie di autoritratto tramite le sue stesse parole. Infine è stata collocata una lapide celebrativa in marmo all’inizio della via che porta il suo nome, a ridosso della chiesa di San Giovanni, e una breve sintesi biografica sull’edificio che tradizionalmente viene indicato come sua casa natale.